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Ecco le nazioni che manipolano i media online durante le elezioni: maglia nera alla Cina

Secondo il report sulla libertà di stampa online stilato da Freedom House, le manipolazioni e strumentalizzazioni dei media online hanno giocato un importante ruolo in ben 18 nazioni durante la campagna elettorale, compresi gli Stati Uniti. Questo aumenta gli attacchi a livello fisico e tecnico alla libertà e ai diritti degli individui. I media online sono stati limitati anche per ragioni religiose e di sicurezza dai governi, in particolare in regioni popolate da minoranze etniche e religiose.
Per il terzo anno consecutivo la maglia nera nella libertà di informazione online va alla Cina, lo Stato che abusa di più di questa libertà, insieme alla Siria e all’Etiopia.



La Cina e la Russia sono vere e proprie pioniere della distorsione dell’informazione e quindi della disinformazione anche se man mano è diventata una pratica sempre più a livello globale. Si è registrato quindi un incredibile declino per sette anni consecutivi della libertà su internet. Negli Stati Uniti si è registrato un proliferare di fake news, cioè notizie false fabbricate ad hoc e aggressioni ai danni dei giornalisti, in particolare durante la campagna elettorale. La Russia è stata al centro delle cronache per aver manipolato l’informazione durante le elezioni americane. Un importante ruolo ha svolto la disinformazione in altri 17 stati nel 2016 durante le elezioni e questo ha portato effetti negativi danneggiando l’abilità dei cittadini nella scelta dei propri candidati, non potendo basarsi su notizie vere e non essendoci un dibattito autentico. La manipolazione dell’informazione online è attuata da alcuni stati anche per i propri interessi e per accrescere la loro influenza.


Vi sono casi in cui a internet è stato addirittura bloccato l’accesso per ragioni politiche o di sicurezza. Un danno per quelle popolazioni che lo utilizzavano come unico mezzo di comunicazione, commercio e istruzione. Ristretti anche i video girati tramite Snapchat o Facebook, come anche le dirette eseguite via social network, soprattutto durante le proteste contro il governo. È questo un modo semplice per limitare la libertà dei cittadini.
Ci sono molti rischi per i giornalisti/blogger che scrivono su testate online, talvolta solo perché esprimono un'opinione. Per esempio, in Giordania è stato assassinato un vignettista dopo aver pubblicato online una satira sulla visione del paradiso da parte dei militanti islamici mentre in Myanmar un giornalista investigativo è stato ucciso dopo aver pubblicato su Facebook casi di corruzione.
Tra gli stati interessati dalle fake news durante le elezioni in Europa, figurano: Italia, Francia, Regno Unito e Germania. 


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