Dopo settant'anni le salme della regina Elena e di re Vittorio Emanuele III tornano in Italia - Prima Pagina on line

Prima Pagina on line

L'informazione come unico grande bisogno

Post Top Ad

Dopo settant'anni le salme della regina Elena e di re Vittorio Emanuele III tornano in Italia

Share This
Tornano in Italia a settant’anni dalla morte le salme della regina Elena e del re Vittorio Emanuele III su richiesta della nipote Maria Gabriella al presidente Mattarella. Il rimpatrio è avvenuto nel più totale silenzio e solo una piccola cerimonia si è tenuta al momento della tumulazione nelle nuove tombe, oltre all’uso contestato di un volo di Stato per riportarle in patria. Le loro spoglie riposeranno unite nel santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo. In realtà parte dei discendenti è contraria a questa soluzione, preferirebbero vedere i due ex monarchi sepolti al Pantheon vicino a re Umberto I e alla regina Margherita. 
La regina Elena riposava nel cimitero della cittadina francese di Montpellier mentre le spoglie del re giacevano nella basilica di Santa Caterina ad Alessandria d’Egitto.


Vittorio Emanuele III è passato alla storia come un pessimo re, che ha messo l’Italia nelle mani del fascismo e di Mussolini, colpevole di aver messo la sua firma sull’emanazione delle leggi razziali del 1938 e peggio ancora di essere stato un codardo all’indomani dell’armistizio, il 3 settembre del 1943, quando scappò a Brindisi con la corte. L’ex re è ancora malvisto dopo settant’anni dalla morte, ma non bisogna dimenticare che un prezzo l’ha pagato anche lui e non da poco; infatti le sue due figlie, la principessa Mafalda e la principessa Maria, sono state deportate in un campo di concentramento. Mafalda morì nel campo di Buchenwald, tra atroci sofferenze e in anonimato, il suo corpo non venne bruciato solo grazie all'intervento di un prete; Maria fu internata con la famiglia e si salvò per miracolo.
Le polemiche sono scaturite sia dalla possibilità che il sovrano e la moglie possano essere tumulati al Pantheon, vicini quindi a comunità ebraiche, sia per l’uso del volo di Stato. Parlando di re italiani, anche il padre di Vittorio Emanuele III - Umberto I - fermò una rivolta per il pane con la forza, conferendo poi la medaglia al valore al generale Bava Beccaris, colui che aveva sparato sulla folla per ordine del re. Nonostante tutto, fu sepolto al Pantheon, probabilmente solo perché morto assassinato. 


La regina Elena invece fu una donna di grande carità, crocerossina durante la Grande Guerra insieme alle figlie e ricordata come “l’angelo del terremoto di Messina del 1908”. Una donna di fede e carità, principessa di un Paese povero come il Montenegro, sposò l’allora erede al trono Vittorio Emanuele ed ebbero cinque figli: la principessa Jolanda, la principessa Mafalda, il principe Umberto (poi Re Umberto II), la principessa Giovanna e la principessa Maria. Fu una regina molto amata dal popolo, sempre discreta e lontana dalla politica; si dedicò soprattutto a iniziative caritative e assistenziali. Fu proclamata Serva di Dio in attesa della beatificazione. Una donna discreta anche nella morte, quando si spense a Montpellier dove era in cura per un tumore: chiese di essere sepolta in una tomba comune nel cimitero della cittadina come una persona normale. Ecco lei, forse sì, meriterebbe qualche onore in più.


Post Bottom Ad

Pagine