In viaggio sull'Orient Express con Kenneth Branagh - Prima Pagina on line

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La città di Gerusalemme e un uomo con i baffi: queste sono le prime scene del remake di Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh, in queste giorni nelle sale. 
Branagh interpreta il celebre investigatore belga Hercule Poirot, nato dalla penna di Agatha Christie. Un’ottima interpretazione che rende bene il personaggio, forse merito anche dell’esperienza teatrale del regista e attore irlandese e soprattutto dei suoi lavori sui classici della letteratura.


La storia, ambientata negli anni '30, inizia a Istanbul dove il nostro investigatore sale sul famoso Orient Express diretto a Londra per occuparsi di un caso. Sul treno viaggiano un losco individuo americano Ratchett, interpretato da Johnny Depp e il suo segretario, la principessa Dragomiroff, interpretata da una splendida Judi Dench, Pilar Estravados, missionaria e infermiera spagnola interpretata da Penelope Cruz, Mary Debenham, una governante che lavorava a Baghdad, Caroline Hubbard, una vedova americana interpretata da Michelle Pfeiffer, un dottore e una giovane coppia di conti. Ad un certo punto Ratchett viene trovato brutalmente assassinato e Poirot si trova a dover risolvere il caso e non è facile come sembra. Tutti sono potenzialmente sospettabili e mentre si svolgono le indagini, il treno è fermo a causa di una valanga. Si scopre che Ratchett era coinvolto nel caso Armstrong, la figlia di un famoso aviatore era stata rapita ed uccisa e lui era l’assassino rimasto impunito.



I personaggi sono ben interpretati da questi grandi attori, in particolare è splendida Michelle Pfeiffer nel ruolo di Caroline Hubbard, oltre che Branagh nel protagonista e Judi Dench nel ruolo della principessa. Il film mantiene l’atmosfera d’epoca e del romanzo, anche se viene aggiunta una parte in più all’inizio, infatti Gerusalemme non è presente nel romanzo. Altra cosa spettacolare è la fotografia, dalle immagini delle città al tragitto del treno tutto innevato oltre ai particolari tecnici come il piano sequenza iniziale che ci porta a guardare il treno come fossimo all’esterno fino alla cabina di Poirot oppure alle inquadrature dall’alto che creano suspence. Un film che reputo piacevole, nonostante la famosa versione del 1974 di Sidney Lumet, che non annoia ma ti tiene in sospeso perché non riesci mai a capire chi è l’assassino fino alla fine. Un film che nell’ultima scena è anche emozionante, può far scendere una lacrimuccia, si nota bene l’umanità di Poirot e che porta anche noi a riflettere sul tema della vendetta e fino a che punto si può giudicare una persona.


Non dimentichiamo la bellissima scena dell’inseguimento sul ponte tra Poirot e l’assistente di Ratchett, qui si nota l’uso di qualche effetto speciale per rendere meglio la scena. Un film che mi sento di consigliare a tutti, non solo agli appassionati di gialli ma anche a coloro che semplicemente sono amanti del buon cinema. Dopo questo film uscirà anche un seguito, una nuova avventura di Poirot, sempre diretto da Kenneth Branagh e con lui come protagonista, dal titolo “Assassinio sul Nilo”, tratto sempre da un racconto della Christie.

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