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La fabbrica dei desideri dell'uomo moderno

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Marketing aggressivo e strapotere mediatico hanno fatto sì che in poco meno di un decennio tanti miti siano stati scalzati dai partner della quotidianità che ci aiutano a viver meglio e centrare gli obiettivi che ci proponiamo. Il segreto di questo successo, anche in una terra di tradizioni cristiane quanto di certezze laiche come la nostra, deriva dalla pianificazione degli obiettivi che sono stati pochi, flessibili, realistici e di facile credibilità popolare.


A mio avviso negli ultimi anni i casi più eclatanti di questa atavica disaffezione e sudditanza culturali sono stati due. Il primo abbraccia l’ambito religioso ed è sicuramente l’invasione pittoresca dei mostri di Halloween, che ha fatto uscire dai nostri “devoti” schemi i Defunti (2 novembre), Santa Lucia (13 dicembre) e la cara vecchia Befana (6 gennaio), anteponendo il banale slogan “dolcetto o scherzetto” al miracoloso e planetario “segno” divino di questo santo periodo dell’anno ove la famiglia di Gesù, in fuga dalla violenza di Erode, è specchio dell’identico problema di accoglienza dei profughi che viviamo quotidianamente; il secondo caso, più “laico”, è il Black Friday che ha “bannato” la tradizionale stagione dei vecchi cari saldi, cancellandola in modo pirotecnico, complice la benedizione del nuovo che avanza in tema di relazioni, per alcuni una bellezza di cose imperfette: Facebook, Google, WhatsApp, Amazon, ecc. 


Non a caso qualche anno addietro la rivista Time aveva stilato la lista delle “app” per centrare obiettivi e desideri primari che soprattutto verso la fine dell’anno “promettiamo a noi stessi di dover assolutamente fare” e che riguardava budget, lifestyle e la gestione del tempo quotidiano sotto controllo. Da ciò fu evidenziata la necessità ed il desiderio di una nuova stagione verso uno stravolgimento dei vecchi schemi, dove colpevolmente gran parte le intenzioni rimanevano sulla carta, perseguendo un trend dove la forza di volontà di ognuno di noi diventasse risorsa infinita al fine di centrare gli obiettivi, ipotesi di un passato recente che son diventate le tesi dei giorni nostri, lezioni di vita che ci hanno insegnato che alla caparbietà ci si deve aggrappare perché senza quella non si va da nessuna parte.
Superstizioni, regole e proponimenti, complici le nuove tecnologie che la scienza ha messo nelle nostre mani, sono diventati così a differenza del passato facce della stessa medaglia di quella fabbrica dei desideri che ci ha abituato ad ascoltare le “Voci di Dentro” che portiamo nell’anima arricchendole assieme alla condivisione di valori degli altri nostri simili, “Voci” finalmente non più solo il “Lato B” della nostra vita di ogni giorno, come a dire che chi smette di ascoltare smette anche di capire.


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