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La ruota delle meraviglie: un film d'altri tempi

Woody Allen torna sul grande schermo in grande stile con un film d'altri tempi, riportando le lancette dell’orologio indietro agli anni '50. Allen racconta una storia che sa di melodramma con risvolti tra una realtà troppo cruda e i sogni spezzati.


Sinossi
Negli anni '50 a Coney Island vive Ginny Rannell (Kate Winslet), ex attrice sulla quarantina che lavora come cameriera in un modesto ristorante di pesce; è sposata con Humpty Rannell (Jim Belushi), addetto alle giostre dal carattere buono ma poco affettivo e con il vizio del bere. Ginny ha un rapporto difficile col figlio Richie (Jack Gore) del primo matrimonio, un bambino ribelle e affetto da piromania. Ginny si invaghisce del giovane bagnino Mickey Rubin (Justin Timberlake) con aspirazione da commediografo. La relazione clandestina viene interrotta con l’arrivo di Carolina (Juno Temple) figlia di Humpty con il quale recupera un rapporto deteriorato nel tempo a causa di un matrimonio sbagliato con un gangster. Nel frattempo Caroline è cercata dagli uomini dell’ex marito e dall’altro canto, inconsapevolmente scompiglia la vita dei due amanti. La giovane Caroline sarà ricambiata dall’amore del bagnino Mickey. 

La vita dei quattro personaggi si snoda intorno alla ruota panoramica costruita negli anni '20.


Critica


La ruota delle meraviglie (Wonder Wheel) è un film del 2017, scritto e diretto da Woody Allen e la casa di produzione è Amazon Studios.

Il direttore della fotografia è Vittorio Storaro (premiato per altri film con tre Oscar) che è alla sua seconda collaborazione dopo Café Society con il regista Woody Allen. 
Il direttore della fotografia Storaro per questo film ha preso ispirazione dall’artista Reginal Marsh (14 marzo 1898 - 3 luglio 1954) che negli anni '20 e ‘30 dipingeva le spiagge di Coney Island e dall’artista Norman Rockwell (New York, 3 febbraio 1894 - Stockbrige, 8 novembre 1978). 



Per questa pellicola Storaro ha giocato con i colori caldi e freddi mettendo in risalto la location degli esterni e degli interni, senza trascurare i personaggi. Alcuni esterni della location ricordano la fotografia di strada in b/n del fotografo Martin Edward Elkortla fotografia di Storaro nel film di Allen rappresenta la poesia, la bellezza, il mistero di questo luogo magico. 
Vi ricordate il periodo della Nouvelle Vague con il film Fino all’ultimo respiro (À bout de souffle) del 1960 scritto e diretto da Jean-Luc Godard? Ricordate la scena dove Michel Poiccard (Jean-Paul Belmondo) che sta guidando un auto rubata con la sigaretta in bocca, fa un monologo guardando verso la macchina da presa e parla con lo spettatore? Non era mai successo prima! 
Woody Allen ha ripreso questo schema inventato da Jean-Luc Godard, già collaudato con successo nel film Basti che funzioni (Whatever Words) del 2009, ora riproposto in questa pellicola La ruota delle meraviglie dove il protagonista-narratore, il bagnino Mickey Rubin (Justin Timberlake), guardando verso la macchina da presa parla con il spettatore, creando una forte sinergia. 


Gran parte della storia si svolge in casa, questo luogo ci ricorda il magnifico dramma teatrale Un tram chiamato desiderio (A Streetcar named Desire), poi film del 1951 di Elia Kazan. L’interpretazione sofferta ma ben riuscita della splendida Kate Winslet nei panni Ginny Rannell ex attrice, ormai semplice moglie e madre, insoddisfatta del lavoro come cameriera nel ristorante Rubin’s Clam House, è l’altra faccia di Blanche DuBois (Viven Leight), Ginny una donna che lotta con le sue fragilità emotive, con il passato glorioso che non tornerà più. Invece Humpty Runnell (Jim Belushi) ricorda nel suo modo di fare rude ma nel contempo affettivo Stanley Kowalski (Marlon Brando).
Il film è stato girato in esterni tra Coney Island e New York. Il Ruby’s Clam House dove lavorano Ginny e Carolina è un ristorante realmente esistente e si chiama Ruby’s Bar & Grill.
Tutti i personaggi di Woody Allen in questo film ricalcano le aspirazioni sociali che ancora oggi si cercano di raggiungere, creando nostalgia verso un passato che non vuole tramontare.

Lara Ceroni 

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