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Corallo rosso, amore e dolore ne “La cercatrice di corallo” di Vanessa Roggeri

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È l’estate del 1919 quando Dolores Siddi, donna orgogliosa ma estremamente misera, si presenta nella porta del cugino del marito, Fortunato Derosas, ricco corallaro. Al suo seguito, sette piccole creature. Il figlio maggiore la attende a casa. Otto bocche da sfamare, e il suo tavolo è spoglio di cibo. Non ha più nulla da offrire a quelle piccole bestioline magre e senza speranza. Per quanto altezzosa e forte, Dolores deve chinarsi a chiedere una mano all’uomo con il quale sono ancora in piedi antichi rancori; è questione di vita o di morte, la sua. Ne va dei suoi piccoli, della loro salvezza. Però Fortunato non ha dimenticato, non ha perdonato. L’uomo, osservandola in modo sprezzante, le intima di andar via. «I vostri figli hanno fame?» le dice, pieno di sé «Fategli mangiare la terra che vi siete tenuta stretta». Li caccia via, senza compassione né affetto alcuno. L’unico che, rigido e inflessibile, gli tiene testa è Achille, il secondogenito di Dolores Siddi. Lo guarda e nei suoi occhi c’è la tenebra, c’è l’odio più profondo, c’è cupo presagio. 


“Quattordici anni appena, eppure dimostrava di avere lo stesso carattere di un uomo che aveva visto molti mari e molte terre e che a ogni viaggio aveva perso innocenza e guadagnato mille anfratti complicati da aggiungere al proprio animo. Era fatto così il suo Achille: quando gli nasceva un sentimento, di qualunque natura esso fosse, gli si aggrappava alla carne come l’edera e cresceva, diventando difficile da estirpare se non dopo una lunga tribolazione che coinvolgeva corpo e anima in egual misura. Tenebra o luce, morte o vita, odio o amore: per Achille Derosas non esistevano mezze misure”.
La piccola Regina, figlia illegittima di Fortunato, dà alla famiglia che – malgrado la fame, gli stenti e il rancore – riprende la via di casa, un po’ di cibo. Poi allunga la mano verso Achille e gli posa sul palmo un regalo. Si dice che il corallo rosso abbia immensi poteri, che sia capace di fare grandi cose. È intrecciato con il mito di Medusa. Achille non sa, in quel momento denso di rabbia, che quel corallo sulla sua mano li unirà a doppio filo. Regina, creatura del mare, danza mentre cammina ed è capace di donare, con un solo sguardo, la pace. 
“Ben altra questione riguardava Fortunato; aveva cara al cuore quella bambina come la pupilla del proprio occhio, molto più dei suoi due figli maschi legittimi, proprio perché Regina era stata messa al mondo dall’unica donna che in vita sua avesse amato. A Dolores bastarono pochi attimi per comprendere che Regina era la cosa più preziosa per Fortunato. Capì che la bambina era uguale al padre non solo nel taglio inconfondibile degli occhi e nel modo di sorridere: entrambi possedevano la stessa indole ingovernabile, lo stesso carattere astuto e superbo, lo stesso sentimento per i coralli; alcune voci, le più fantasiose, dicevano che Argeta avesse partorito la figlia sopra un cesto ricolmo di rametti di corallo”.

L'autrice Vanessa Roggeri

Passano molti anni. Nel frattempo, Dolores Siddi ha fatto fortuna; viceversa, l’uomo che tanti anni prima aveva rifiutato la sua amara richiesta d’aiuto è in difficoltà. Ancora però la figlia è l’unica fonte di speranza per quel padre inflessibile e vendicativo. Regina è per Fortunato l’acqua e l’aria; quella dolce fanciulla nelle cui vene scorre acqua salata è l’unica ragione per svegliarsi la mattina, per respirare, per alzare il viso al cielo durante ogni nuovo giorno. Quella dolce sirena gli dona serenità, gioia, amore. Quando si tuffa nell’acqua, l’uomo sa già che il mare le farà un regalo. Lo fa a tutti loro ogni qualvolta Regina si tuffa perdendosi nelle acque limpide e fredde. Lei è una cercatrice di corallo, d’altronde. 
“Appena Regina si tuffò, incapace di resistere oltre allo stillicidio del delicato recupero, il filo che la collegava alla terraferma si spezzò e si fece tutto soffuso, leggero e piacevole come in un bel sogno. Non c’era più il senso di gravità che la teneva inchiodata alla propria esistenza, bensì la familiarità di un abbraccio che infondeva serenità e completezza. Regina si sentì libera, non aveva bisogno di nulla.”
Quello di Achille e Regina è un amore forte, tanto più forte quanto più è osteggiato, tanto più potente quanto più è soffocato. La loro unione è voluta dal cielo e dalla terra, sembra che insieme possano muovere le montagne intere. 
“Come un pazzo avrebbe voluto gettarsi ai suoi piedi, aprirsi il petto e mostrarle fino a che punto lo avesse conquistato, invece si mantenne saldo e con una strana febbre che gli infiammava il sangue e che nulla aveva a che vedere con la calura estiva”.
Nessuno capisce, nessuno difende. I due, però, hanno trovato l’uno negli occhi dell’altro una ragione per essere al mondo. Mentre respirano il proprio profumo, profumo d’amore e di gioventù, niente li può fermare. Sono stregati, ammaliati: la vita sta dando loro un’occasione per essere felici, per essere se stessi. Per dimenticare. Per passare avanti. 
“La cercatrice di corallo accostò al viso i ramoscelli pietrificati color rubino come fossero delicati fiori di campo, li abbracciò a occhi chiusi, con trasporto, e annusò il sentore di mare, convinta che il contatto favorisse il flusso di energia benefica”.
Vanessa Roggeri ci tiene legati al testo dalla prima all’ultima pagina. Come fosse questione anche per noi di vita o di morte, ci sorprende e ci ribalta. Ci fa penetrare nel mondo dei coralli e dell’amore, in un mondo dove ogni onda è un respiro, dove ogni bacio è rubato e quindi ancor più desiderato, dove ogni virgola è un silenzio del quale non possiamo fare a meno. 
Dolores, Regina... donne forti, donne sarde. Donne che non hanno paura di vivere, di mettersi in gioco, di rischiare; donne che non hanno bisogno della presenza maschile per cavarsela. Donne che sanno quanto valgono, che non abbassano il capo. Mai. Per niente al mondo. La forza della Sardegna, nelle sue antiche credenze e nei suoi immensi misteri, è il nostro nettare, durante la lettura.
L’autrice di “Fiore di fulmine” e “Il cuore selvatico del ginepro” ci regala con “La cercatrice di corallo” una nuova dimensione, un nuovo motivo per innamorarci del mare.

Scheda del libro
Autore: Vanessa Roggeri
Titolo: La cercatrice di corallo
Editore: Rizzoli
Pagine: 317
Anno: 2018


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