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Ermal Meta e Fabrizio Moro trionfano a Sanremo contro l'odio e il terrore

Non mi avete fatto niente”, la canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro, sabato scorso è giunta prima nella massima manifestazione canora italiana. Il duo ha vinto il 68esimo festival di Sanremo. Al secondo posto Lo Stato Sociale con Una Vita in vacanza, terza Annalisa con Il mondo prima di te.
Non mi avete fatto niente è stata scritta dopo l’attentato di Manchester al concerto della popstar americana Ariana Grande, e cita nel testo diversi luoghi in cui negli ultimi anni ci sono stati attacchi terroristici.



Una bellissima meritata vittoria, quella dei due cantautori con alle spalle anni ed anni di gavetta e concerti.
"Undici anni fa dedicai la vittoria tra le Nuove Proposte con Pensa a mio padre, oggi dedico la vittoria a mio figlio, che sta a casa: ciao Libero": è la dedica di Fabrizio Moro subito dopo la vittoria al Festival. "Un'emozione indescrivibile" - dice Ermal Meta che dedica la vittoria alla Mescal, la sua casa discografica "che ha creduto in me quando nessun altro lo faceva".
Un messaggio importante quello lanciato dai due artisti. Una canzone forte, diretta, che punta dritta dritta al cuore di chi l'ascolta. Un urlo contro tutte le brutture di questo nostro mondo, di questa nostra quotidianità sempre più crudele e spietata.
"Non mi avete fatto niente" come inno a rialzarsi, a ricominciare, a non lasciarci abbattere, a ricominciare ogni giorno, a rialzarsi e a rialzare il capo dopo ogni attentato, a non darla vinta a loro, a chi vorrebbe solo questo. Riprendiamo in mano le nostre vite e andiamo avanti, nonostante tutto, nonostante chi vorrebbe, e fa di tutto per costringerci al contrario. Un inno a non lasciarci sopraffare dalla paura e dall'odio.



Le parole "A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna. Di gente sull’asfalto e sangue nella fogna” sono entrate subito nell’anima. Così come il ricordo di un altro grave attentato, quello del Bataclan a Parigi, ricordando la frase che Antoine Leiris postò su Facebook qualche giorno dopo l’uccisione di sua moglie nella discoteca parigina: "Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio".
E allora ricordiamoci sempre di questo messaggio, di questo insegnamento, anche nel nostro piccolo mondo quotidiano.

Angela Cataldo

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