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"Sono tornato" di Luca Miniero: un pugno nello stomaco che scuote l’animo italiano

Il film Sono tornato è diretto dal regista Luca Miniero (regista del film Benvenuti al Sud del 2010), scritto da Miniero e dallo sceneggiatore Nicola Guaglianone (sceneggiatore del film Lo chiamavano Jeeg Robot del 2015). 

La pellicola è il remake del film tedesco Lui è tornato del 2015 diretto da David Wnendt (regista del film Kriegerin del 2011), parla del risveglio di Adolf Hitler nella Berlino del 2014, basato sull’omonimo best-seller (il titolo originale del libro tedesco è Er ist wieder da) del 2012, dello scrittore e giornalista tedesco Timur Vermes.

Il film Sono tornato è di genere commedia, satirico, la Casa di Produzione è Indiana Production Company, la fotografia è di Guido Michelotti (fotografo del film Un posto sicuro, regia di Francesco Ghiaccio del 2015), la musica è composta da Pasquale Catalano (compositore del film Napoli Velata del regista Ferzan Özpetek del 2017). 



Gli attori del cast sono Massimo Popolizio (Il giovane favoloso, regia di Mario Martone del 2014) che interpreta Benito Mussolini, Frank Matano (Fuga di cervelli, regia di Paolo Ruffini del 2013) che interpreta Andrea Canaletti, Stefania Rocca (Scusate se esisto!, regia di Riccardo Milani del 2014) che interpreta Katia Bellini, Gioele Dix (Confusi e felici, regia di Massimo Bruno del 2014) che interpreta Daniele Leonardi, Ariella Reggio (To Rome with Love, di Wood Allen del 2012) che interpreta la nonna Lea, Daniela Airoldi (La voce della Luna, regia Federico Fellini del 1990 o Uno, anzi due, regia di Francesco Pavolini del 2015) che interpreta Laura, Alessandro Cattelan (Ogni maledetto Natale, regia di Giacomo Giarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo del 2014) che interpreta se stesso, Massimo De Lorenzo (Beata ignoranza, regia di Massimiliano Bruno del 2017) che interpreta Giorgio, Enrico Mentana che interpreta se stesso e molti altri attori. 



Trama
Nella Roma del 2017 nel bel mezzo della Piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore pulsante della multietnicità, si materializza in persona il duce Benito MussoliniDopo un breve smarrimento iniziale ("Sono a Roma o ad Addis Abeba?") scopre di trovarsi in una società moderna molto diversa dall’anno 1945, incontra l’aspirante e precario regista dei documentari Andrea Canaletti che lavora per la rete televisiva Mondo Tv e da poco licenziato. 
Andrea Canaletti è convinto di avere di fronte un vero comico calato nella perfetta parte del Duce, mentre Benito Mussolini si rende conto che il ragazzo può aprirgli le porte del successo televisivo così da poter tornare a parlare alle masse. Insieme girano l’Italia (Napoli, Firenze, Roma, Milano) creando un film documentario-politico per capire le attuali esigenze del cittadino e cosa vorrebbero dal futuro regnante del Paese. 
Canaletti quando propone il Duce al vicepresidente Daniele Leonardi della rete tv, non ottiene l’appoggio sperato, ma l’ambiziosa direttrice Katia Bellini vede nel Duce il successo di uno show televisivo incentrato sul personaggio. Mussolini sbaraglia la concorrenza e lo share è altissimo.
Canaletti viene reintegrato nell’organico. Nella redazione non tutti i dipendenti sono in sintonia con la Bellini e capiscono dell’errore a cui sta andando incontro. La trasmissione ha successo, ma durante il dibattito nello studio di Enrico Mentana parte il video dell’uccisione del cane della signora Laura. Da quel momento tutto cambia per Canaletti, Mussolini e Bellini che rimangono senza un lavoro.
Da quell’espediente negativo Canaletti, il Duce e la Bellini troveranno il modo di risollevarsi e tutto porterà ad un forte e reale cambiamento. 



Critica
La pellicola Sono tornato di Luca Miniero è un pugno nello stomaco che scuote l’animo umano dell’italiano. Il film rappresenta due facce della stessa medaglia dell’Italia di oggi. Il film è stato girato in diverse città italiane, ci sono molti parti documentaristiche sull’evoluzione politica fino ai nostri giorni, vedere le reazioni su YouTube sul fenomeno del Duce che acquisisce successi e fama come un tempo, fa riflettere.
Il film tedesco Lui è tornato è molto caricaturale, mentre il film italiano Sono tornato è inquietante. 
Il film tratta di un ipotetico ritorno di Mussolini al potere, con toni iniziali sulla comicità che rendono apparentemente Benito Mussolini agli occhi di tutti un uomo innocente, ma con una visione del mondo chiara, sul potere e sulla sua governabilità. 
Le debolezze dell’uomo sono evidenti nel film, tutti succubi dei cellulari, dei social, della tv che sfornano non più uomini ma chef. Benito sa manipolare la mente umana e, a su volta, si lascia manipolare 
Il Duce nella seconda parte del film farà capire che il suo scopo ultimo è sempre stato ritornare al potere. Con il sostegno della Nazione che gli perdona tutto, senza ricordare il dolore del passato che in molti è ancora vivido e riuscendo nel suo subdolo intento.
Andrea Catalano (Frank Matano) rappresenta il classico precario che vuole il posto fisso, dall’animo buono e ingenuo. Catalano s’illuderà nell’aver scovato un comico che si fa passare per il Duce, costruendo un documentario su questa figura. Nella seconda parte del film Catalano acquista sicurezza, ma quando apre gli occhi sulla verità sarà tardi.
Nel film non mancano le figure chiavi del linguaggio dell’opposizione molto care nei film del filone politico. Vediamo quali sono i personaggi dell’opposizione: iniziamo con Nonna Lea (Ariella Reggio) superstite delle atrocità delle leggi razziali che riconosce Mussolini per quello che è realmente, un finto buonista e dal cuore crudele. 
Una dipendente della rete televisiva Mondo Tv che cerca di far cambiare idea alla direttrice Bellini senza riuscirci, allora decide di abbandonare il programma dello show sul Duce. 
Alessandro Cattelan che nella sua trasmissione fa capire che non lo vuole al potere.
Il vicepresidente della rete televisiva Mondo Tv Daniele Leonardi (Gioele Dix) per rispetto dei partigiani troverà il modo di portarlo allo scoperta distruggendo apparentemente la sua popolarità nella trasmissione di Enrico Mentana grazie al video sulla morte del cane di Laura.
Mentre la figura della signora Laura (Daniela Airoldi) e del suo cane Filippo sembrano due figure di secondo piano nella trama, in realtà sono un ponte tra la prima parte del film e la chiusura di esso. Laura che all’inizio è una estimatrice del Duce, più tardi la sua opinione cambia dopo l’uccisione del cane. Viene utilizzato un format simile a quello di C’è Posta per te di Maria De Filippi, condotto dalla Bellini e la tematica è il perdono. Laura cede perdonando Benito Mussolini che costruirà un canile in memoria del suo cane Filippo.
La figura di Katia Bellini (Stefania Rocca), donna bella, spietata e ambiziosa, indifferente del prossimo, amante del potere strumentalizzerà il Duce per essere la donna del momento. Mussolini ne rimane affascinato, forse gli ricorda la sua donna perduta.
Attenti a non rimanere intrappolati nello specchio per le debolezze, per il senso del dovere, per l’amor proprio, per la sete di Potere. La società va verso la deriva dello smarrimento è un’anima senza il corpo. La storia è la memoria più potente che esita e va tutelata. 



Ringrazio la mia cara amica l’attrice Daniela Airoldi di avermi invitato alla prima dell’uscita del film Sono tornato che si è tenuta giovedì 1 febbraio 2018 presso il Cinema Odeon di Bologna.

Lara Ceroni

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