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C’est la vie - Prendila come viene: una commedia tutta francese

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C’est la vie – Prendila come viene (Le sens de la fête) è un film del 2017, diretto e sceneggiato dai due registi: il primo è Oliver Nakache (è un regista, sceneggiatore, attore francese, nel 2012 ha vinto il David di Donatello per il miglior film dell’Unione Europea Quasi Amici, del 2011), il secondo è Éric Toledano (regista, sceneggiatore, attore francese, lo ricordiamo per il film Sambadel 2014). I registi Nakache e Toledano sono inseparabili collaboratori.
Dopo l’enorme successo di critica e pubblico in Francia, il film è stato presentato alla 12esima Mostra del Cinema di Roma e anche nel nostro Paese ha avuto i favori della critica e del pubblico.
Nel nostro Paese il film è stato distribuito il 1° febbraio del 2018. 


Trama
L’esperto wedding planner Max Angély (Jean-Pierre Bacri), nel giorno del suo compleanno viene incaricato di realizzare il matrimonio di Pierre (Benjamin Lavernhe) e di Héléna (Judith Chemla), la coppia desidera un ricevimento sobrio ed elegante, che si terrà presso un castello rinascimentale, poco fuori Parigi. 
Max, impeccabile e comprensivo nel suo lavoro, dovrà destreggiarsi con uno staff da una parte irresponsabile, dall’altra incompetente. 
La sua impresa di catering verrà messa a dura prova tra le gaffe del suo staff nei confronti degli sposi e dei commensali, ci saranno delle catastrofi di ogni genere.
La preparazione certosina del matrimonio dovrà fare i conti con gli imprevisti per giungere ad un finale imprevedibile e bello. 
La magia del film si sviluppa nella descrizione dello staff multietnico, molti di loro hanno ruoli diversi che rendono unico e originale la pellicola, alcuni personaggi per la loro mimica facciale e il loro atteggiamento caratterizzano la comicità che è l’espressione filmica come: Guy (Jean-Paul Rouver) fotografo scroccone, l’irascibile Adèle (Haȉdara Eye), il cameriere Samy (Alban Ivanov) con lui s’intensifica il gioco degli equivoci in ambito culinario, confondendo le terminologie tecniche per il ruolo che ricopre, con il linguaggio comune come: le figure geometriche: il “rombo”, o come gli strumenti musicali: il “flûte” .
I problemi che scaturiranno si andranno ad intrecciare con le vicende personali degli ospiti e dell’impresa del catering. 
Alla fine gli sposi trascorreranno una giornata indimenticabile. 


Critica
I due registi e sceneggiatori Oliver Nakache e Éric Toledano hanno immaginato il film C’est la vie – Prendila come viene (Le sens de fête) al momento degli attentati del 2015, è stata una reazione a quel terribile contesto sociale e hanno cercato di dare una nuova linfa, un feel-good film (cinema ottimista). 
In Francia ha avuto dieci nomination ai César 2018 (Il Premio César è un riconoscimento cinematografico assegnato annualmente dal 1976 dall’Académie des arts et techiniques du cinéma ai migliori film e alle principali figure professionali del cinema francese).
La commedia ha riscosso tanto successo nel primo weekend nei cinema francesi, totalizzando oltre 650mila presenze per un totale di circa 4,2 milioni di euro.
Si tratta una rappresentazione delle varie competenze lavorative con i loro segreti, eccessi, paure, disagi, rinunce, lotte quotidiane per rimanere sulla cresta dell’onda.
La filosofia maestra è non arrendersi davanti alle difficoltà.
Vengono messi in rilievo diversi aspetti del mondo del lavoro, ma l’armonia e la collaborazione da parte delle parti coinvolte è essenziale per la buona riuscita.
È interessante come viene presentato il mestiere del wedding planner (organizzatore di matrimoni), tutto quello che succede dietro le quinte del giorno più importante per gli sposi, ma anche la reputazione dell’azienda che si occupa dell’evento viene messo a dura prova per fa sì che tutto sia perfetto. 
Il protagonista del film Max Angély (Jean- Pierre Bacri) nei panni del wedding planner, ricorda i docu-reality come ad esempio il bellissimo programma Diario di un wedding planner condotto dal bravissimo e simpatico Enzo Miccio (lo ricordiamo come conduttore televisivo insieme a Carla Gozzi per il programma tv Ma come ti vesti?!) è un programma molto educativo sul dietro le quinte di questo meraviglioso mondo dei matrimoni.
Un’altra realtà che viene messa in rilievo è il mestiere del fotografo interpretato da Guy (Jean-Paul Rouve), una professione che sta progressivamente scomparendo con l’avvento degli smartphone più evoluti. 
Nel film Guy cerca di fare le foto agli sposi, ma viene invaso dai commensali tutti con in mano uno smartphone per immortalare quel momento. Il fotografo Guy è quasi infastidito da tale situazione. 
Avete presente il film americano Hollywood Party del regista Blake Edwards, del 1968? Beh, questo film lo ricorda.
La commedia ha una buona colonna sonora e la musica porta una freschezza all’interno delle scene, James (Gilles Lellouche) con la sua band ha un repertorio che va da Eros Ramazzotti a Bill Withers, ci sono alcune scene come quelle sulla cucina accompagnate dalla musica del jazz, servono come inframezzano per dare freschezza e originalità al girato.
Può risultare noioso all’inizio il discorso dello sposo agli ospiti, ma grazie alle gag divertenti dello staff del catering tutto cambia.
La fotografia di David Chizallet è un tripudio per la bellezza e l’armonia dei colori. È un film che ti rapisce il cuore, supera per certi versi anche le commedie italiane e americane. 
Gli sposi e i commensali sembrano i protagonisti, ma in realtà fanno da cornice alla trama del film. I veri protagonisti indiscussi sono il capo Max Angély e il suo staff del wedding planner.
Ci viene insegnato che la perfezione non esiste, ma esiste l’imprevisto che può essere risolto nei migliore dei modi per avere un buon risultato finale. 

Lara Ceroni

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