La Cina odierna e il concetto taoista del Wu Wei - Prima Pagina on line

Prima Pagina on line

L'informazione come unico grande bisogno

Post Top Ad

La Cina odierna e il concetto taoista del Wu Wei

Share This
Nella Cina del V secolo d. C. i due pensatori Hsiang e Kuo dettero, per la prima volta, una nuova interpretazione alle primitive idee taoiste sulla naturalezza e sull’artificiosità, sull’yu wei o dell’avere attività e sul wu wei o del non avere attività (tradotto anche con non-azione). 
Quando c’è un cambiamento di circostanze nell’ordine sociale nuove istituzioni e costumi vengono spontaneamente prodotti. Lasciare che essi si sviluppino significa seguire il corso naturale delle cose ed essere quindi wu wei, cioè senza azione. Opporsi ad essi e voler mantenere ciò che è vecchio, fuori tempo e artificioso è yu wei, cioè con azione. In un passo del Commentario al Tao di Hsiang e Kuo è scritto: "Quando l’acqua scorre dall’alto verso la pianura la corrente è irresistibile. Quando le piccole cose si associano a ciò che è piccolo e le grandi a ciò che è grande la loro tendenza non può essere ostacolata. Quando un uomo è vuoto e senza inclinazioni ognuno gli darà il contributo della sua saggezza. Cosa deve fare chi è a capo di uomini quando ci siano da affrontare diverse correnti e tendenze? Egli, semplicemente, confida nella saggezza del tempo, si affida alla necessità delle circostanze e lascia che il mondo vada come vuole. Questo è tutto".


Se un individuo, nel suo agire, permette alle sue spontanee attitudini di esplicarsi interamente e liberamente questi è wu wei, in caso contrario è yu wei. In un altro passo del Commentario sta scritto: "Un buon conducente deve permettere al suo cavallo di manifestare interamente le sue capacità. Il solo modo per ottenere questo è di lasciargli tutta la libertà di cui ha bisogno … Se egli consente ai suoi cavalli di fare ciò che essi possono fare, non forzando quello lento a correre veloce né quello veloce ad andare lento, anche dovesse percorrere con questi il mondo intero, essi lo farebbero volentieri. Sentendo che i cavalli debbano essere lasciati liberi alcuni pensano che debbano essere lasciati selvaggi. Inoltre, sentendo enunciare la teoria della non azione pensano che stare sdraiati sia meglio che camminare. Queste persone sono ben lontane dall’aver capito le idee più profonde e nascoste del Tao". 

Nonostante questa critica, sembrerebbe che i due pensatori non fossero poi tanto in errore nel loro modo di comprendere la profondità e la misteriosità del Tao. È certo, comunque, che Hsiang e Kuo, nella loro personale interpretazione, sono stati molto originali. Hsiang e Kuo dettero anche una nuova interpretazione alle idee di semplicità e primitività dei primi taoisti. Nel loro Commentario scrivono ancora: "Se per primitivo si vuole significare inalterato, l’uomo più primitivo è quello il cui carattere non si è alterato pur essendo egli capace di fare molte cose. Se per semplicità intendiamo non commistione con altre cose, la forma del dragone e le fattezze della fenice sono le più semplici sebbene la loro bellezza superi ogni cosa. D’altra parte anche la pelle di un cane o di una capra può non essere semplice se le sue qualità naturali vengono alterate o unite a degli elementi estranei". 

La Cina odierna, “il gigante economico” del ventunesimo secolo ha quasi come, in un certo senso, ripristinato queste idee relative al Tao facenti parte del suo pensiero millenario, almeno per quanto riguarda il campo economico e della produttività, appunto. Infatti, una delle grandi multinazionali che opera nel campo del software elettronico a livello globale si chiama Huawei ed è, ovviamente, cinese. Quindi , in conclusione, il pensiero filosofico, trascendentale, anche se vecchio di secoli, se non addirittura di millenni, talvolta (e forse più di una volta e forse anche non per puro caso) può trovare un riscontro (e assai proficuo) anche in un mondo e in una società che, all’apparenza, sembra del tutto avulsa alle scienze umane e soprattutto al pensiero, e alla sua storia, che, in un passato lontano hanno creato la civiltà allontanando l’uomo, il più possibile, dalla barbarie. 

Post Bottom Ad

Pagine