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Liliana Cavani, il cinema d'autore al femminile

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Laureata in Lettere e interamente votata ad un cinema politico rivoluzionario nel suo genere, Liliana Cavani nasce a Carpi il 12 gennaio 1933. La sua carriera di regista inizia con la realizzazione di una lunga serie di servizi televisivi di forte impatto: "Storia del Terzo Reich", "L'età di Stalin", "Petain", "Gesù mio fratello", "La casa in Italia" tutti diretti tra il 1960 e il 1966. Proprio nel 1966 realizza il suo primo lungometraggio "Francesco d'Assisi" girato ancora per la tv e profondamente influenzato dallo stile di Roberto Rossellini e dalle atmosfere tipiche dei film di Pier Paolo Pasolini. 


Due anni più tardi Liliana Cavani dirige "Galileo", ancora un'opera destinata alla televisione ma poi vietata ai minori e quindi mai messa in onda, probabilmente a causa delle esplicite accuse della pellicola al potere repressivo delle gerarchie cattoliche. Dopo "I cannibali" (1969) e "L'ospite" (1971), entrambi estremamente duri verso alcuni aspetti della società italiana, Liliana Cavani realizza, nel 1974, "Milarepa" ambientato in Nepal e, nello stesso anno, ottiene un grande successo con "Il portiere di notte" storia dell'ambiguo e morboso rapporto tra un ufficiale delle SS e una giovane deportata, che scatena le polemiche dei moralisti. 
Ancora polemiche nel 1977 all'uscita del film "Al di là del bene e del male" mentre nel 1981 "La pelle", tratto dall'omonimo romanzo di Curzio Malaparte e interpretato da Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale e Burt Lancaster, viene accolto favorevolmente dalla critica e conquista una candidatura per la Palma d'Oro al Festival di Cannes. Dopo il discusso "Oltre la porta" (1982), considerato dalla critica il suo peggior film, Liliana Cavani realizza, nel 1985, "Interno berlinese" ispirato al romanzo "La croce buddista" di Junichiro Tanizaki. Il film è nuovamente bersagliato dalle critiche del pubblico cattolico che poi, qualche anno più tardi, accoglie finalmente con entusiasmo (almeno in parte) l'uscita di "Francesco" la nuova biografia del poverello d'Assisi realizzata dalla regista nel 1989. La pellicola, interpretata con stile impeccabile dal famoso attore americano Mickey Rourke, tratteggia in modo realistico e nuovo l'umanità del santo e rievoca , con violenza e disperazione, la miseria e la sofferenza di una vita spesa in nome dell'amore e della dedizione agli altri. Con "Dove siete? Io sono qui" (1993) Liliana Cavani ottiene un nuovo successo soprattutto per la semplicità della narrazione e per l'estrema cura nella direzione degli attori, e nel 2001 torna al cinema con "Ripley's Game "tratto da un romanzo di Patricia Highsmith e presentato fuori concorso alla 59esima Mostra del Cinema di Venezia. 
Liliana Cavani rappresenta il coraggio, la libertà, l'anticonformismo nel cinema non solo italiano ma anche internazionale. La sua figura è unica nella storia del grande schermo. La sua sensibilità è tutta femminile perciò ella è stata capace di creare un cinema d'autore originale, fuori dagli schemi convenzionali e soprattutto quale veicolo d'arte importante e imprescindibile in una realtà civile e sociale aperta e al passo con i cambiamenti epocali. 

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