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Palazzo Gravina di Comitini, un gioiello artistico palermitano in pieno centro storico


Sorge in pieno centro storico palermitano il Palazzo, risultato di un lungo processo di cambiamenti e aggregazioni, pervenuto nel 1670 da Donna Violante Bonanno Principessa di Roccafiorita. La giovane acquistò l'antica residenza che il nobile Stefano Bologna si era fatto costruire nel 1528 affidò all'architetto Lorenzo Ciprì i lavori della fabbrica. Successivamente Francesco Bonanno, pronipote, venne ampliata la dimora.


Nel 1739 Michele Gravina, Principe di Comitini, acquistò il Palazzo di via del Bosco con la voglia di trasferirsi con la famiglia. Tra il 1752 e il 1757 il principe accorpava gli immobili adiacenti alla via Maqueda e i lavori furono condotti dal 1768 al 1771 da Nicolò Palma. La particolarità del palazzo consiste nell'articolato impianto a tre cortili disposti a L con ingresso ad altri due porte. Deliziosa è fontana marmorea presente nel cortile della dimora con ingresso da via del Bosco.

Nel 1926 il Palazzo venne acquistato dallo Stato e divenne la sede ufficiale della Provincia. Il restauro fu curato dall'architetto Salvatore Caronia Roberti e il palazzo si eleva addirittura in un quarto.


Senza parole ci lascia l'ampio scalone in marmo rosso che permette l'accesso al primo piano nobile. È arricchito da una volta decoratissima che finge la presenza di una balconata con vasi fioriti e lo stemma dei Comitini ai quattro angoli. Alle pareti troviamo un portico con un loggiato balaustrato, vegetazione, vasi e tendaggi. 
Sulla destra si attinge alla porzione della sala destinata all'accoglienza degli ospiti del Principi.

Nella Sala Gialla, anticamera, completamente restaurata, conserva dipinti neoclassici con paesaggi e ruderi. Oggigiorno abbiamo appese alle pareti tele contemporanee raccolte dall'Amministrazione Provinciale

Successivamente si arriva al Salone Verde, o seconda anticamera, con un imponente soffitto a stucco con rocaille e sovrapporte con Paesaggi marini e architetture, troviamo anche tre Putti che giocano che rappresentano le stagioni. Tutto questo patrimonio artistico è stato realizzato dal pittore e decoratore di interni Elia Interguglielmi. Sulla parete si trova una consolle in legno dorato con una splendida specchiera arricchita dai ritratti di Giuseppe Malvica e Giovanna Bazan. Troviamo nella stessa stanza altri dipinti e sculture che vanno dalla fine del XVIII agli inizi del XX secolo.

Nel Salone Rosso troviamo le raffigurazioni allegoriche di Virtù, due Ritratti dei Duchi di Reitano e i paesaggi monocromi del 1768. Questo spazio è arricchito anche dalle opere dello scultore Mario Rutelli che realizza una statua in bronzo di Emilio Greco.
La Sala Sciascia, il camerone del palazzo con soffitto a cassettoni, conserva tele di Maria Giarrizzo, Ida Nasini Campanella, Renato Guttuso e moltissimi altri artisti.

Di notevole bellezza è la Galleria, o Sala Martorana, decorata da Gioacchino Martorana nel 1770 con affreschi nella volta, cornici rocaille in stucco decorato
Alle pareti troviamo una boiserie decorata con un gusto forte rococò che raccoglie tele del XVII secolo con tema biblico arricchite da ampie specchiere. Il pavimento è interamente realizzato in maioliche.

Nella Sala Gialla si accede agli appartamenti privati con la Camera da letto anche questi di forte impronta seicentesca. I due boudoirs contigui sono decorati con cornici sinuose dorate con tema vegetale. Tutto l'insieme ricorda moltissimo il gabinetto porcellanato di Amalia di Sassonia realizzato a Portici della fine del XVIII secolo.




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