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Governo M5S-Lega, si passerà dalle parole ai fatti?

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In nome della Costituzione e delle più elementari regole della democrazia, Movimento 5 Stelle e Lega (più di metà del nuovo Parlamento) hanno l’obbligo, almeno morale, di far nascere un esecutivo politico in grado di garantire un voto di fiducia. 
In questi ultimi mesi abbiamo avuto l’impressione che questi due partiti pensino più alla loro sopravvivenza futura che ai cittadini, sembra che queste uomini e donne - usciti vincitori dalle elezioni politiche del 4 marzo - non siano in grado di gestire il potere, procedano nei loro comportamenti come se nulla fosse accaduto e temano l’astio popolare che si riverserebbe su di loro nel caso non potessero (o volessero) passare ai fatti dopo le roboanti parole promesse in campagna elettorale. 


Tanto per citare un pazzo slogan del presidente Mao Tse-tung: “Grande è il disordine sotto il cielo, la situazione è quindi eccellente”, meglio perciò temporeggiare nelle nebbie concesse dal presidente Mattarella e navigare in acque placide anziché fare i conti con i poteri criminali di mafia, camorra, ‘ndrangheta e iniziare concretamente a risolvere i problemi nazionali, come quelli del mercato del lavoro, della giustizia malata, oppure trovare le risorse per un'istruzione decente e prestare attenzione ad una sanità finita nel dimenticatoio. 
In un Paese come il nostro, in cui un cittadino su due non paga le tasse, dove un euro su tre è frutto di traffici illegali e criminali e dove alla luce del sole si compra e vende merce abusiva, la rovina o la salvezza non è da addebitare unicamente ad una classe politica (comunque indifendibile) ma bensì a noi cittadini e alla nostra mentalità consolatoria da bar nel dar sempre la colpa agli altri, semmai a volte proprio a chi grazie al nostro voto viene eletto in Parlamento. 
Se il trend “esplorativo” continuerà nell’incertezza attuale si dovranno quindi cercare altrove politici in grado, senza paternalismi, di assumersi la responsabilità dei tormenti, gli smarrimenti e le sofferenze che agitano i cittadini italiani, frutto degli esempi di un recente passato, tradimenti, intrighi ed egoismi al punto da infettare la società di malcostume, affarismo e corruzione. 
È forse questo il motivo del mancato “varo” del nuovo esecutivo, il pericolo cioè del “nulla” oltre la nebbia, perché per affrontare di slancio l’attività di governo, decidere dei grandi appalti e gli orientamenti strategici che coadiuvano l’attività di formazione delle leggi ci vuol coraggio, audacia sul cambiamento e azioni di mutamento radicale, senza scambi di favori e influenze, soprattutto a vantaggio di tutti i cittadini e non solo di qualcuno di essi. 

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