Il settimo sigillo della Juventus in un calcio traghettato dalla finanza - Prima Pagina on line

Prima Pagina on line

L'informazione come unico grande bisogno

Post Top Ad

Il settimo sigillo della Juventus in un calcio traghettato dalla finanza

Share This
Esopo diceva che “è nei momenti di crisi che lo stallatico precede il cammello” ma la crisi del settimo anno, che tanto avrebbe fatto comodo alle altre cinque formazioni “di spessore” giunte dietro i bianconeri, non c’è stata perché la Juventus è stata vincente e costante nelle sue performance, anche adeguando i salari al rendimento in campo: più soldi e più gol, più gol e più soldi. 


Non è vero che i soldi “infiacchiscono” le performance degli atleti, l’Inter di qualche anno fa non perdette lo scudetto per gli alti stipendi di Ronaldo, Vieri e compagni, ma solo perché toppò l’ultima di campionato subendo quattro gol; come a dire che la dimensione di eccezionalità è consacrata dal riconoscimento economico, per curare il talento e fargli sputare l’anima in bici è stato così ieri per l’indimenticabile Marco Pantani come lo è oggi per Serena e Venus Williams nel tennis, perché non c’è “benzina” più appropriata dei quattrini. 
Titolo nazionale e testa di serie in Champions League quindi per la squadra allenata da Massimiliano Allegri che proverà anche l’anno prossimo a portare la “coppa delle grandi orecchie” a Torino e sbaragliare gli antagonismi com’è successo quest’anno con la concorrenza iniziale dell’Inter e poi quella del Napoli, unica quest’ultima in grado di tenere il “passo scudetto” dei bianconeri fino a poche giornate dal termine del torneo. 
Settima volta consecutiva che la Juve si è cucita il tricolore sulla maglia bianconera per un totale di 34 volte, potranno avvicinarsi a questo record (difficilmente raggiungibile) solo l’Inter e il Milan appollaiate a diciotto scudetti mentre (quasi) nessuna possibilità per le altre due compagini più performanti degli ultimi anni, vale a dire Roma e Napoli, che detengono “numeri” scudetto ad una cifra soprattutto perché mentalmente non abituate a competere a così alto livello psico-fisico. 
Da qualche anno però queste due sopracitate formazioni del centro-sud stanno dando filo da torcere ai ricchi club del nord-Italia come ad esempio l’Inter, quarta ed ultima squadra italiana destinata a stare in quella che i media chiamano l’Europa calcistica che “conta”; un risultato che ha salvato l’ennesima annata deludente dei nerazzurri, scaturito dopo uno spareggio d’altri tempi dove hanno avuto la meglio all’Olimpico su una bella Lazio in un match al cardiopalma deciso solo nel finale di gara. 
Un tempo era solo la necessità di squadre di provincia, allevare giovani per rivenderli ai “grandi”, ma oggi la cura del “vivaio” è diventata un passaggio obbligato perché costruirsi in casa un campione non ha prezzo; trovare a costo zero comprimari per ricavarne preziose plusvalenze da metter a bilancio attraverso cessioni mirate è diventata materia per manager della finanza anche se di “pallone” giocato ne sanno ben poco, ed è per questo che le maggiori società di calcio si affidano a questo genere di esperti. 
Unicum nel calcio mondiale è la Juventus della famiglia Agnelli dal 1923, in cui la maggioranza del capitale azionario è controllata da Exor, finanziaria controllata dalla “famiglia” stessa; la rivista Usa Forbes in termini di valore borsistico vede la “signora” del calcio italiano inserita al nono posto in ambito internazionale con 1.258 miliardi di dollari al maggio 2017. 
Unicredit ha il compito di “coprire” il reale possessore del Napoli Calcio. ossia Aurelio De Laurentiis, e di offrire servizi di gestione per suo conto, questo si legge sui contratti stipulati all’ombra del Vesuvio e stessa musica sotto il Colosseo dove la Roma è SPA con capitale sociale di 115 milioni di euro e controllata per quasi l’80% da Neep Roma Holding Spa; il valore del club capitolino al 2014 ammontava a 307 milioni di dollari, 19° posto nella graduatoria mondiale, presidente dei giallorossi è James Pallotta, manager italoamericano col pallino dello sport, già socio di minoranza dei Boston Celtic del Basket NBA made in Usa. 
Struttura societaria simile anche sotto la “Madonnina” dove dal 2016 l’Inter è di Suning Holdings Group, con l’ex “patron” Erick Thohir che completa l’azionariato rimanente ed è presidente in carica, diciottesimo posto in ambito internazionale con 573 milioni di dollari a maggio 2017; la Lazio è controllata dalla Lazio Events S.R.L. il cui “patron” Claudio Lotito, assieme al consigliere Marco Moschini, gestisce la società assieme ad un comitato di sorveglianza. 
A chiudere il sestetto delle meraviglie del campionato italiano è il Milan, fino al 2015 in mano a Fininvest della famiglia Berlusconi e dal 2017 ceduto alla Rossoneri Sport Investment Luxemburg dell’imprenditore cinese Li Yonghong nuovo presidente del club; secondo Forbes a maggio 2015 il valore borsistico della società rossonera era pari a 775 milioni di dollari, decimo posto al mondo. 

Post Bottom Ad

Pagine