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Villa Cattolica, il Museo dedicato al Maestro Guttuso simbolo della Sicilia

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A pochissimi chilometri di distanza dal capoluogo siciliano si trova Bagheria una deliziosa cittadina che ospita le spoglie del maestro Renato Guttuso.
Baarìa” come amò chiamarla il registra Giuseppe Tornatore, nel suo celebre film del 2009, è definita la città delle ville per la sua sterminata presenza di strutture costruite dagli alti signorotti della alta borghesia e aristocrazia siciliana tra il XVIII e il XIX secolo.

Oltre a Villa Palagonia, conosciuta come villa dei mostri a causa della presenza di numerose statue e sculture dalle parvenze fantasmagoriche, vi è un altro complesso monumentale che è un vero e proprio tesoro: Villa Cattolica.


Essa è il frutto di varie trasformazioni e adattamenti di un'antica masseria con torre e baglio, dapprima fu utilizzata dalle classi medio-borghesi successivamente fu affidata ai Padri Carmelitani di Palermo per poi essere stata acquistata nel 1736 dalla Famiglia Bonanno che la utilizzarono come residenza estiva.

Questo palazzo magnificente restò di loro proprietà fino al XIX secolo. Dalla seconda metà dell'Ottocento Villa Cattolica fu trasformata in funse da ricovero a causa della gravissima epidemia di colera scoppiata in quegli anni e poi in caserma dai Borboni.

La Villa fu poi acquistata da Gioacchino Scaduto che la destinò ad abitazione e sede di uno stabilimento per la produzione di conserve alimentari. Dalla metà del XX secolo riprese a produrre dopo gli anni della seconda guerra mondiale ed organizzò a piano terra una fabbrica di cosmetici che perdurò per un decennio.
In seguito la struttura fu adibita alla produzione di limoni fino agli anni '70.


Dal 1973 Villa Cattolica fu affittata dall'Amministrazione comunale di Bagheria per la creazione della Civica Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea che iniziò a custodire opere del Maestro Renato Guttuso originario di Bagheria e profondamente attaccato alla sua città. Proprio agli interni della Villa sono presenti le spoglie del Maestro spentosi a Roma nel 1987.


Il palazzo è suddiviso in tre macroaree: la prima dedicata alla pittura del carretto, la seconda alla fotografia e alla gipsoteca e la terza dedicata alla collezione Guttuso.

L'area dedicata al carretto siciliano raccoglie una grande quantità di opere realizzate presso la Botteghe Ducato di Bagheria famosissima in tutto il mondo. Questa attività iniziata dal padre Michele è proseguita fino ai cinque figli: Onofrio, Ernesto, Giovanni, Domenico e Giuseppe. Questi ricevettero grande stima da parte del Maestro Guttuso che realizzò nel 1966 un famoso dipinto 'Il pittore di carretti' visibile all'interno della collezione al piano Nobile di Villa Cattolica.
Oltre ai carretti da lavoro è possibile osservare 24 cicli della pittura di carro realizzati dal 1930 ai giorni d'oggi.



Al piano terra è possibile ammirare la sezione dedicata alla fotografia che ospita una quantità sterminata di scatti di Mimmo Pintacuda che ha narrato la storia di Bagheria in tutte le sue sfumature. Pintacuda è il maestro che ha insegnato a Giuseppe Tornatore l'arte della proiezione e fotografica. Diversi sono gli scatti dedicati a Ferdinando Scianna che racconta una vera e propria memoria collettiva siciliana che viaggia tra folclore, cultura e cronaca bagherese.





Scoprendo più a fondo il piano terra si arriva alla Gipsoteca. Questo spazio eccelso nel suo genere raccoglie le opere di Mario Rutelli, Ximenes e Trentacoste. Monumentale è l'ode che Rutelli fa a Bacco, la Sicilia e Pan di forte spirito Liberty estremamente elegante. Sempre in quest'ala del Museo troviamo due opere di Salvatore Cuffaro, il bassorilievo Il sogno del pastore che ha ispirato il futurista poeta Giacomo Giardina e La visione d'apostolo datata al 1935.

Salendo al primo piano, definito Piano Nobile, si scopre in tutta la sua bellezza e maestosità la Collezione Guttuso. Questa è composta da dipinti e disegni dell'artista provenienti dalla collezione privata che raccoglie molteplici opere del XX secolo.



Il maestro intratteneva diverse amicizie e legami duraturi con artisti e colleghi internazionali e italiani e spesso sono regali o scambi. Tra le opere più prestigiosi custoditi presso la Villa troviamo: Gioacchino Guttuso Agrimensore (1966) padre di Renato, Autoritratto con Mimise (1966), Donne stanze paesaggi oggetti (1967), Ritratto di Franco Angeli (1971), la gigantesca nella stanza le donne vanno e vengono (1986), Ritratto del padre (1930) e Fichidindia (1959).



Passeggiando lungo il giardino di Villa Cattolica è possibile visitare dei padiglioni esterni dedicati internamente al cinema. Sono circa 450 i manifesti cinematografici in formati diversi che tra locandine e foto-buste, donazioni di Filippo Lo Medico gestore della Sala il Nazionale di Bagheria, che dal 1927 hanno cominciato ad essere proiettate in città fino al 1984.

Soltanto in quattro sale adibite a quest'esposizione eterne rivali come Sophia Loren e Brigitte Bardott oppure Claudia Cardinale e Audrey Hepburn vivono serenamente in un ambiente che profuma di bellezza. È possibile ammirare anche tutta la programmazione del cinema muto come le locandine dedicate a Charlot, passando per lo star-system hollywoodiano del dopoguerra. Convivono amabilmente il neorealismo con il cinema del Maestro De Sica, oppure la Nouvelle Vague francese insieme al Nuovo Cinema Paradiso che non disdegna della presenza di Liza Minelli in Cabaret. Spesso le illustrazioni cinematografiche assieme alla pellicola erano pezzi di arte unica basti pensare agli omaggi ai maestri Fellini e Tornatore.

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