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Le alghe possono mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici?

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Alghe artificiali per proteggere gli ecosistemi marini dal cambiamento climatico. L'agenzia Enea ha partecipato a un progetto dell'Università di Portsmouth e del CNR incentrato sull'importanza di determinate specie di organismi marini nella conservazione degli ambienti acquatici. 


Con “Will coralline algae reef mitigate climate change effects on associated fauna?” sono state create delle copie dell'alga corallina in seguito trapiantate nella Baia di Santa Teresa a La Spezia e sottoposte a regolare monitoraggio. Quasi la metà delle “mimics”, cioè le riproduzione della specie vegetale sottomarina, è sopravvissuta nell'ecosistema ligure, adattandosi all'ambiente, allo stress del moto ondoso e a due eventi anomali di riscaldamento climatico avvenuti tra giugno e agosto del 2017. 
Le “mimics” sono simili per il 61% alla specie originale e in grado di ospitare una fauna paragonabile a quella autentica. L'organismo marino cresce in zone rocciose e sopravvive anche in assenza d'acqua per brevi periodi; attorno a questo vegetale proliferano crostacei ed echinodermi che trovano riparo, nutrimento e luoghi per la riproduzione. 
Oltre a produrre carbonio pulito, l'alga corallina potrebbe avere un ruolo importante nel mantenimento della temperatura e del Ph degli ambienti marini, contribuendo alla sopravvivenza di alcune specie di organismi. Nel 2019 saranno resi noti i risultati dell'esperimento realizzato al Centro ricerche ambiente marino dell'Enea a Santa Teresa, dove si è ricreata in laboratorio una situazione a rischio con l'acidificazione degli oceani e l'incremento della temperatura dei mari. 

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