60° anniversario del Gattopardo, opera cult siciliana - Prima Pagina on line

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Il romanzo Il Gattopardo è stato scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa tra il 1954 e il 1957. Per diverso tempo il manoscritto è rimasto nel cassetto in quanto due grandi case editrici, la Einaudi e la Mondadori, si rifiutarono di pubblicarlo. Nel 1958, anno della morte dello scrittore, la Feltrinelli decise di prendersene cura affidando a Giorgio Bassani la stesura di una prefazione utile alla pubblicazione del romanzo. 


Soltanto nel 1959 contava 100mila copie vendute diventando in pochissimo tempo uno dei best-seller più apprezzati dalla classe intellettuale del Novecento. Uno degli elementi che ha reso il Gattopardo irresistibile è stata la scelta di Tomasi di Lampedusa di ambientare la storia nel periodo risorgimentale. Nel XIX secolo visse Giulio Fabrizio Tomasi che anche all’interno del romanzo è presente con lo pseudonimo di Principe Fabrizio Salina. 




La trama del Gattopardo in breve
La trama de Il Gattopardo è abbastanza articolata, ma fin dall’inizio si evince quanto essa sia realistica e attenta agli aspetti storico-sociali dell’epoca dei Mille. Il racconto comincia con una recita del rosario presso la dimora del Principe di Salina assieme alla moglie e sette figli. L’uomo è molto affascinante ed elegantemente decadente (a causa dello disfacimento della nobiltà) della Sicilia ottocentesca. Quando arriva l’estate, la famiglia si trasferisce nella casa di Donnafugata dove si mette immediatamente in contatto con il sindaco don Calogero Sedara. Quest’ultimo rappresenta la nuova borghesia attratta dai costumi altolocati. La figlia di Sedara, Angelica, posa nel frattempo gli occhi su Tancredi. I due si sposano dopo pochissimo. Fabrizio si muove con diffidenza ai cambiamenti politici che si stanno svolgendo in Italia, a differenza del nipote Tancredi che cavalca con entusiasmo la rivolta garibaldina. Il giovane è innamorato di Concetta, sua cugina, una donna estremamente bella e superba che è anch’ella pazza d’amore per lui. Quando avvengono le votazioni per l’annessione al Regno di Sardegna, il Principe di Salina decide di non scegliere questa strada, nonostante gli fosse stato affidato l’incarico di senatore. Decide di vivere il resto della sua vita in Sicilia fino alla morte avvenuta a Palermo in seguito a un viaggio a Napoli. 
Alla fine della narrazione le figlie di Fabrizio si dedicano completamente alla religione cristiana e alla nostalgia dei tempi passati. 

La polemica di Gioacchino Lanza Tomasi
In questi giorni si celebreranno i 60 anni della pubblicazione de Il GattopardoGioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dell’autore, lamentava – qualche giorno addietro – lo scarso interesse manifestato in Italia nei riguardi dell’evento. Per colmare questa grave dimenticanza, presso il Teatro Pirandello di Agrigento si terrà il 20 novembre la “Strada degli scrittori”. L’evento vede il patrocinio del comune, del Parco Archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi e della Fondazione Teatro Luigi Pirandello. 
Agrigento celebra così i 60 anni dalla pubblicazione del romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e i 29 anni dalla morte di Leonardo Sciascia. Tema della serata la storia tra cinema e letteratura, tra cronaca e politica, arte e spettacolo, con un occhio al passato, uno sguardo al presente e una proiezione verso il futuro.

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