Contro il femminicidio: per la donna, per la vita - Prima Pagina on line

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Un estratto dall'ultimo libro di Francesca Rita Rombolà dal titolo Sul treno edito dalla casa editrice GDS.

"Da allora in poi si era accorto di una cosa: che gli uomini non amavano e non si sforzavano neanche di capire le donne. Negli ultimi tempi si era come scatenata una nuovissima e di taglio o fattura tutta moderna o post-moderna 'caccia alle streghe' del genere femminile. I dati statistici sui delitti, su tutto il territorio nazionale, riportavano che quasi tutte le vittime erano donne, di tutte le età. Donne uccise dai mariti o dagli amanti, i cui corpi venivano fatti sparire senza lasciarne alcuna traccia. 


Ragazze affogate, impiccate o fatte a pezzi, uccise da fidanzati troppo possessivi o troppo gelosi. Ragazzine rapite, violentate e lasciate a morire di freddo e di stenti ai bordi di strade deserte di squallide periferie cittadine o metropolitane, o in campi poco lontani dai centri abitati. 
Ma sì, ammazziamole tutte le donne. Sterminiamole. Distruggiamo, una volta per tutte, le femmine della specie umana: e su tutto il pianeta. Magari partendo proprio dal principio e cioè dalla nascita. 
Nelle campagne della Cina antica, i contadini uccidevano i neonati poche ore dopo essere venuti al mondo, ma i neonati di sesso femminile eh. Così si levavano subito il pensiero, senza bisogno alcuno di sprecare tempo a crescerle, allevarle, portarle fino alla pubertà e ucciderle ormai adulte quando sono anche coscienti del mondo, della vita e della morte. Ne lasciavano in vita solo poche, tanto per assicurare la specie (sono pur sempre le femmine a mettere al mondo i figli. Il compito del maschio cessa dopo che, 'tecnicamente', lo spermatozoo maschile ha fecondato l'ovulo femminile). 
Nell'antica penisola arabica, le società preislamiche facevano la stessa cosa con i neonati di sesso femminile; solo forse cambiava il modo di sopprimere le piccole: venivano sotterrate vive, molte addirittura con il cordone ombelicale ancora attaccato addosso! Fu Maometto, il Profeta dei credenti, a porre fine per sempre a questa pratica odiosa quanto disumana"

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