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Sfilate Milano Parigi settembre 2018: ecco cosa fa tendenza per la primavera-estate

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È calato il sipario sulle sfilate di Milano e Parigi ed in un clima ancora rilassato, con un autunno pigro che è arrivato un po' all'improvviso, ci vestiamo di strati per combattere il primo freddo ricordando con un velo di malinconia quel tepore che ritroveremo ormai solo durante la prossima stagione calda. Proprio quest'ultima è stata protagonista delle settimane della moda di fine settembre inizio ottobre, e come una primavera in anticipo le tendenze PE 2019 sono sbocciate in passerella portando una ventata di freschezza, e abbandonandosi a sporadici slanci d'eccesso per suscitare emozioni, hanno declinato la moda come divertissement.
Ragazza ormai cresciuta, la donna PE 2019 mescola languori soft e temperamento risoluto con consapevolezza disinvolta e la gioia di vivere diventa la più pura espressione di contemporanea femminilità per combattere la noia dell'uniformità, della banalità, e continuare a sognare. 



Pantaloni da ciclista super stretch si abbinano a morbidi abitini monospalla e blazer sagomati (Blumarine, Roberto Cavalli, GCDS, Mugler, Céline), gonne e bluse plissettate trovano nel repertorio classico lo spunto per reinventare il moderno (Valentino, Balmain, Chloé) e top croppati dalle forme audaci giocano ad armonizzarsi con gonne e pantaloni alla caviglia dal taglio minimalista (GCDS, Daizy Shely, Hermès, Altuzzarra,). Anche le fantasie floreali e gessate fanno la loro apparizione all’insegna di colori polverosi e di ricami misurati per disegnare talleur e look multistrato dallo stile vacanziero (Moschino, Ermanno Scervino, Etro, Givenchy, Chanel, Louis Vuitton, Giambattista Valli, Stella McCartney). Mini tubini (Versace, Fausto Puglisi, Alexander McQueen, Céline) e twist lady-like composti da gonna e cardigan ritrovano l’eleganza sicura del bianco e del beige, accanto alle immancabili tonalità del cipria, dell'acqua marina e del cammello (Fendi, Max Mara, Marni, Anteprima, Chanel, Chloé, Christian Dior).
Il denim, è un alleato importante per comporre look attuali che puntano su una sensualità velata abbinandolo ad abiti fluidi e trasparenti (Elisabetta Franchi, Byblos, Iceberg, Cristiano Burani, Act N.1, MSGM, Miu Miu, Alexander McQueen, Junya Watanabe, Balmain, Isabel Marant), mentre i trench, lunghi e leggerissimi, si indossano con capi fluo e texture lurex, per uno stile d'impronta activewear che li contraddistingue come capo spalla must-have della stagione (Emporio Armani, Simonetta Ravizza, Moncler, Salvatore Ferragamo, Byblos, Maryling, Balmain, Ann Demeulemeester). A metà tra l'urban ed il romantico, i decori diventano dettagli iconici per trasformare con eleganza capi di alta moda in outfit streetstyle (MSGM, Dolce & Gabbana, Alexander McQueen) mentre i volumi essenziali, quasi clinici, dei completi e delle giacche, creano silhouette uniforme innanzitutto funzionali (Fila, Giada, Jil Sander, Sacai, Hermès). I pantaloni assumono una femminilità più decisa. Dinamici, a metà tra lo stile cargo ed il coloniale, si portano a lavoro e la sera con grande versatilità d'uso (Alberta Ferretti, Giorgio Armani, Missoni, Givenchy, Agnona, Brunello Cuccinelli, Drome). Gli scolli, senza troppi vezzi ma dalle forme innovative, a U (Prada, Y/Project), lineari e asimmetrici (Max Mara), oppure drappeggiati (Mario Dice), rivendicano un ruolo di primo piano e diventano particolari imprescindibili di una nuova bellezza stilistica. C'è sempre più voglia di libertà e il colore nelle sue tonalità più eccentriche fluorescenti, così come i tessuti vinilici dal profilo tecnico, interpretano con vigore il desiderio di autodeterminazione e movimento della donna PE 2019 (Versace, Philipp Plein, N21, Antonio Marras, Annakiki, Balenciaga, Céline, Off-White, Maison Margiela, Marine Serre, Daizy Shely).


Non mancano poi i grafismi, da quelli orientati all'arte delle stampe degli abiti a quelli classici animaliér ed i loghi monogram sulle borse (Louis Vuitton, Elie Saab, Loewe, Rochas, Gucci). Questi, se prima venivano nascosti all'interno a favore di un'etica che preferiva celare piuttosto che ostentare in nome di un certo buon gusto, ora prendono prepotentemente il sopravvento e spopolano sui social come rappresentanti di una sovversione estetica (Fendi, Louis Vuitton).
La libertà come potere non più come consenso, è questo insomma il messaggio delle nuove collezioni 2019 che mixano elementi romantici e dettagli rubati all'activewear in un ossimoro progressista che appaga e fa tendenza.

Credits foto: milanomodadonna.it, vogue.it, Guido Pettinati ph


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