“Delitto alla Cattolica” di Gianni Marilotti: passato e presente, fantasia e verità - Prima Pagina on line

Prima Pagina on line

L'informazione come unico grande bisogno

Post Top Ad

“Delitto alla Cattolica” di Gianni Marilotti: passato e presente, fantasia e verità

Share This
Gianni Marilotti, scrittore e insegnante interessato alla politica con un occhio sempre rivolto al sociale, ha all’attivo diversi libri. “Delitto alla Cattolica”, edito da Fratelli Frilli Editori (2017), è un noir che intreccia passato e presente, fatti avvenuti realmente con costruzioni di fantasia, ironia e dramma. 


Lucrezia Vui è una donna tutta d’un pezzo, è forte, un po’ aggressiva e molto preparata. È stata capace, nel tempo, di costruirsi una carriera di tutto rispetto nel mondo editoriale. Lavora ai vertici del complesso editoriale Il Miraggio, e comandare le dà quella giusta dose di potere che piace tanto alle donne come lei, quelle che hanno saputo costruire basi solide a suon di duro lavoro. I colleghi la stimano, la guardano ammirazione, la rispettano. D’altronde, il suo giudizio è insindacabile. 
Quando si azzuffa, durante una presentazione, con una donna – anch’essa facente parte de Il Miraggio, benché molto più acerba –, tutti rimangono esterrefatti. Oltretutto, per faccende d’amore! Patrizia Simoncini, giovane editor con talento da vendere, si vede con Alfio Speranza... L’uomo, di cui Lucrezia è invaghita, ha avuto un’occasione nel mondo sfavillante dell’editoria proprio grazie a lei, grazie a quella storia stroncata quasi sul nascere. Questo è un insulto, è un abominio!, pensa la Vui. L’ha usata per portare alla pubblicazione “Lucidi delitti”, il suo libro, poi l’ha piantata in asso. 

L'autore del libro Gianni Marilotti

Tuttavia, c’è anche da considerare che negli ultimi tempi – e questo sono costretti a constatarlo un po’ tutti –, l’irreprensibile Lucrezia si è lasciata andare alle emozioni. Ha permesso alla vita privata di cozzare con quella lavorativa. Si sa, quando si dimentica che lavoro e vita privata devono avere una netta ripartizione, tutto va in malora. 
Ma è possibile che l’odio arrivi a un punto tale da far perdere del tutto la ragione? Va bene una zuffa in libreria, ma Lucrezia può essersi introdotta a casa della Simoncini per sfregiarla e minacciarla?
Questa parte, completamente di fantasia, si lega con la verità di un vecchio delitto avvenuto negli anni '70 all’Università Cattolica di Milano. Una giovane donna venne uccisa in modo molto violento in un bagno della blasonata università. Questo delitto, rimasto impunito, viene riproposto con scenari inaspettati, con risvolti possibili, con ipotesi tutto sommato probabili. 
Marilotti lo riporta tra le sue pagine, dandogli – sebbene solo grazie alla sua immaginazione – una soluzione. 
Cosa ha a che fare Lucrezia con una storia vecchia di quarant’anni?
Nella storia, troviamo anche un editor in pensione con la passione per l’investigazione, un magistrato un po’ filosofo, un aspirante scrittore con meno talento di quanto non sia convinto.
Intrecci e retroscena, il finale giunge inaspettato, veloce, raggelante come una doccia fredda. 
Marilotti, narratore attento e scrupoloso, si destreggia nel mondo dei libri con una bravura disarmante. Narratore impeccabile, permette al lettore di entrare in quello che è un mondo particolare, esclusivo, con regole tutte sue – e non sempre buone, rispettabili –, dal quale si esce spesso con le ginocchia sbucciate. Un mondo un po’ cattivo. Un mondo talvolta ingiusto.
Un mondo, quello dell’editoria, che spesso giunge a compromessi.

Federica Cabras

Post Bottom Ad

Pagine