Video choc di Rocco Casalino: dove si nasconde la verità? - Prima Pagina on line

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Rocco Casalino, attuale portavoce del presidente del Consiglio Conte, si trova nell'occhio del ciclone. In rete è stato diffuso un video risalente al 2004 in cui Rocco fu ospite durante un corso di giornalismo a Milano. 



Nel corso dell'intervista, in cui parla di tutto e di più, Rocco Casalino si lascia andare ad affermazioni piuttosto decise: "Da bambino, da sempre, i vecchi mi fanno schifo, cioè mi irritano. E tutti i ragazzi down mi danno fastidio" e aggiunge: "[...] non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, non ho nessuna voglia di aiutarli, poveretti che gli è capitata 'sta cosa". A una studentessa che cercava di richiamarlo sulla parola "schifo" lui rispondeva: "È come a te fa schifo il ragno, a me è così. Mi danno proprio fastidio. Provo imbarazzo, non so come spiegarlo. Mi infastidisce, non voglio perderci tempo. Non mi va di stare dietro ai vecchietti, non mi va di stare dietro ai bambini, non voglio fare bambini, non mi va di stare dietro a uno che è down, che non capisce niente".
Questo il fatto, ma cerchiamo di capire di più.

L'ospitata al corso di giornalismo
Enrico Fedocci è un giornalista italiano. Nel 2002 era direttore del corso di giornalismo realizzato da Mediawatch e dalla Provincia di Milano, tenutosi in un istituto di formazione professionale a Milano. Nel 2004 fu ospite del corso l'ex concorrente del Grande Fratello (prima edizione) Rocco Casalino. Quest'incontro doveva essere per gli studenti un'esercitazione di una conferenza stampa. Alla fine dell'incontro i ragazzi dovevano scrivere un pezzo di stampo giornalistico relativo alle affermazioni dell'intervistato. All'ospite venivano fatte delle domande, e lui rispondeva a ruota libera sugli argomenti più svariati: politica, televisione, giovani e lavoro.


Le reazioni del web
Sul web sono ovviamente partite a raffica reazioni e considerazioni. C'è chi si scaglia contro l'attuale portavoce e chi lo difende considerando il video un falso. Anche i giornali si sono divisi: c'è chi cavalca l'onda della affermazioni e pubblica la notizia in tutta la sua crudezza (tra questi Il Messaggero, Il Corriere della Sera e Il Giornale) e chi invece prova a difendere Rocco, come Wired e Next Quotidiano.

La difesa di Rocco
Su "Il blog delle stelle" Rocco Casalino si difende così: "È stato pubblicato un video che risale ad oltre 10 anni fa, quando frequentavo il Centro Teatro Attivo di Milano, come si vede benissimo dalla lavagna alle mie spalle. In quel corso si sviluppava lo studio dei personaggi, li si interpretava, forzandone i caratteri in maniera anche paradossale e provocatoria.
Le mie parole sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora. Non capirlo è un atto di assoluta malafede. Gli articoli pubblicati dal Giornale, dal Messaggero, dal Corriere della Sera sono vere e proprie bufale. Non hanno verificato nulla e hanno raccontato ai loro lettori assolute falsità lesive della mia persona".

Dove si nasconde la verità?
Al di là di tutte le polemiche che stanno scaturendo in queste ore, bisogna fare un piccolo sforzo e provare a trovare la verità. 
No, l'intervista a Rocco non si è svolta durante un corso del Centro Teatro Attivo - come lo stesso Rocco afferma. Sulla lavagna, infatti, si legge: "Centro Teatro Attivo - via Ampere, 30" seguito dal numero di telefono. Questo è ancora oggi l'indirizzo del Centro Teatro Attivo. L'intervista a Rocco si è svolta nell'ambito del corso di comunicazione giornalistica Mediawatch, patrocinato dalla Provincia di Milano, tenutosi in via Pace sempre nel capoluogo lombardo. La scritta presente sulla lavagna non è una prova certa del fatto che lì si stesse recitando. Anzi, spiegare quella scritta sulla lavagna è molto più semplice: vi era stata una lezione di dizione al mattino e nessuno si era preso la briga di cancellare la lavagna. Inoltre, qual è il senso di far condurre una prova di recitazione da un giornalista? Non sarebbe stato più logico affidarsi ad un attore?
Su YouTube è presente un altro video, che dura 1 ora e 26 minuti, in cui l'intervista è ripresa quasi per intero. Fateci un salto, date un'occhiata. Vi accorgerete anche voi che Rocco Casalino non sta recitando nessuna parte, che è se stesso, per niente a disagio, e affronta le domande dei ragazzi con la sfrontatezza di chi ha poco più di 30 anni ed è già un personaggio televisivo noto. 


Nessuno mente, nessuno finge: i ragazzi tra i banchi, Rocco seduto sulla cattedra che risponde, Fedocci che introduce l'ospite e fa domande precise.
E allora perché negare l'evidenza? Perché non ammettere le proprie responsabilità? Voglio dire, quel video è vecchio, è stato girato 14 anni fa, all'epoca Rocco Casalino non aveva nessuna carica istituzionale, le sue affermazioni lasciavano un po' il tempo che trovavano. Oggi il suo pensiero sarà sicuramente diverso: i down, i vecchietti e i bambini saranno visti certamente in un'ottica diversa. Perché non ammettere semplicemente di aver sbagliato ad affermare determinate cose, anche se risalenti a 14 anni fa? Magari chiedendo scusa alle persone offese. E invece no, si cerca la strada più difficile per venirne fuori.

La ragazza col cappellino
Il mio pensiero finale va a Giuliana, la ragazza col cappellino seduta a terra, che - rivolgendosi senza alcuna deferenza a Rocco - dà una piccola lezione di vita a lui e a tutti noi: "Non è un po' in contraddizione parlare di fratellanza e dire che ti fanno schifo i bambini, gli handicappati e i vecchi? La fratellanza in quel senso o ce l'hai o non ce l'hai, e non è né di destra né di sinistra".

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