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Quotazioni in rialzo per il riso made in Italy

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Aumentate le quotazioni del riso italiano, a un anno dall'entrata in vigore del decreto per l'indicazione dell'origine del prodotto. 

Coldiretti annuncia che dal 2018 il cereale made in Italy ha un valore sul mercato superiore del 75%. Il riso Arborio viene valutato 520 euro a tonnellata con un incremento di +70% in dodici mesi; per il Selenio l'aumento della quotazione è pari a +75%, raggiungendo il prezzo di 490 euro/t. Il Carnaroli è venduto anche al 55% in più 55% rispetto allo scorso anno, il Roma a +54%, il Sant'Andrea a +49%, il Lungo a +20%. 


A favorire la maggiorazione del valore del riso italiano anche i dazi imposti dall'Unione europea sul riso asiatico, soprattutto quello proveniente da Cambogia e Birmania. Il provvedimento è stato attuato dopo un periodo, dal 2011 al 2018, in cui le importazioni del cereale sono cresciute in modo esponenziale (+256%). Una clausola a tutela della produzione italiana: nel Belpaese si coltivano 219mila ettari di terreno a riso da cui si ottengono 1,40 milioni di tonnellate di prodotto, la metà di quanto prodotto in tutta l'Unione europea. I dazi si applicano sul riso lavorato e semilavorato, ma potrebbero colpire anche a quello non lavorato, se dovesse essere sospeso il regime agevolato Eba per i prodotti asiatici. 


L'introduzione dell'obbligo dell'etichetta d'origine aiuta i consumatori a scegliere il cereale più adatto alle proprie esigenze, oltre a sostenere le aziende nazionali. Sulla confezione sono indicati il luogo di coltivazione, lavorazione e confezionamento del riso.

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