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Veterinari: non solo animalisti, ma medici al servizio collettività

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Si occupano della sicurezza degli alimenti, curano gli animali da affezione e tutelano l'ambiente, i veterinari sono figure professionali di cui spesso non si conoscono le responsabilità e gli impegni.
In Italia i pets sono presenti nel 52% delle case, soprattutto in quelle dei divorziati (68%) e dei single (54%): 32 milioni di animali per cui si spendono 5 miliardi all'anno per le cure, mediamente 371,40 euro annui per famiglia per cibo, lettiere, toelette. Cifre considerevoli che mettono in luce l'esigenza, sempre più sentita, di migliorare o mantenere un buon tenore di vita per sé e i cuccioli con cui si abita. 


Il veterinario è quindi un esperto a cui regolarmente si chiede consiglio per far star bene i propri cuccioli e instaurare con loro un rapporto di fiducia reciproca. Questo specialista si occupa anche della prevenzione di malattie che colpiscono animali e uomini e degli effetti positivi che i pets hanno su persone affette da alcuni disturbi. Un medico che guadagna meno di odontoiatri e chirurghi, quasi 1.300 € netti al mese contro i 2.131 e i 1.820, e talvolta viene visto come un animalista appassionato dal fascino retrò. 


Impegnati nei controlli delle carni e dei prodotti degli allevamenti che quotidianamente finiscono sulle tavole, o nelle strategie globali di prevenzione dei rischi sanitari i veterinari operano per il benessere della collettività. Quelli pubblici devono controllare le fonti di inquinamento ambientale e si occupano della protezione degli animali in via di estinzione.
Tra 2008 e 2018 gli iscritti all'Ordine di questa categoria sono aumentati del 23,5%, raggiungendo le 33.302 unità, con un'incremento delle donne.

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